“Oggi è il due di
giugno dell’annodomini 1571: il quattro, dopodomani,
farò fuoco e fiamme in Plaza de Zocodover”: Sigismondo
Arquer, magistrato, arso al rogo dall’Inquisizione
nel 1571, racconta la sua storia. Il sipario si apre
su scene che colgono al vivo uomini e eventi che hanno
attraversato la breve vita di Sigismondo. Una variegata
umanità si leva dalle pagine, la statuaria dei personaggi
storici si fa carne, voce e anima delle persone: da
Balthasar il bestemmiatore, al marrano Diego de Jesùs
che riscopre le sue origini giudaiche, a Justillo
“vaghegginodi monache”, all’imponente prostituta che
però vede la Madonna, alla spiritata di Lapola con
i suoi “diavoli nei fiaschi” in una notte di stregonerie.
Scorrono figure ed eventi della grande e nota storia
dell’Inquisizione e della piccola storia ignota. Una
donna in particolare resta incancellabile: la coga,
la concubina diabolis, come l’Inquisizione definì,
sulla diceria popolare e sui propri fantasmi di paure,
la giovane Domìniga Figus, con quella sua idea di
volare. Per la Chiesa, però, non senza concorso di
accuse da parte di una microsocietà vessata dalla
miseria e dalle tensioni interpersonali, Domìniga
vola a sabba demoniaci, e quindi è messa alla tortura
e poi al rogo.