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[narrativa]

   

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Giulio Angioni - La visita -

La visita

Condaghes, 1994

Con questo inedito testo teatrale l’antropologo Giulio Angioni ripropone il tema del conflitto tra nostalgia del passato e tensione verso il futuro, già presente nei suoi romanzi L’oro di Fraus e Il sale sulla ferita.
La visita, viene rappresentato per la prima volta nel 1988 dalla Cooperativa Teatro di Sardegna (regista, Giacomo Colli). In questo testo narrativo uno studente universitario raccoglie informazioni su una festa religiosa del passato, intervistando un vecchio moribondo, l’unico in grado di ricordare tutti i particolari.
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Giulio Angioni - Lune di stagno -

Lune di stagno

Demos, 1993

Chi conosce la produzione narrativa di Angioni, in questi dieci racconti trova motivi e personaggi che appartengono al suo microcosmo proposti da angolazioni molteplici.
Ci sono monologhi, racconti a tutto tondo, descrizioni dal taglio giornalistico, descrizioni minime legate al vissuto dell’autore. Ma non per questo Angioni si è concesso una vacanza: l’impegno formale non viene mai meno, assieme a quella tensione ideale che è un contrassegno del suo lavoro di scrittore.
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Giulio Angioni - Una ignota compagnia -

Una ignota compagnia

Feltrinelli, 1992

Un rapporto di amicizia tra Warnùi Kihika, keniano, e Toni Melis, sardo, entrambi operai in una fabbrica milanese. Due giovani "simili e diversi", in una Milano emblema del ricco mondo occidentale.
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Giulio Angioni - Il sale sulla ferita -

Il sale sulla ferita

Marsilio, 1990

Giulio Angioni - L'oro di Fraus -

L'oro di Fraus

Editori Riuniti, 1988; Il Maestrale, 1995

Un giovane ragazzo di Fraus viene ritrovato morto in fondo ad un pozzo nella campagna. L'indagine del protagonista-narratore conduce alla scoperta di una realtà imprevedibile: quella di un paese di provincia, unica e particolare.
Le indagini si muovono su piste sbagliate. In un primo tempo, si pensa ad un sequestro di persona; poi viene arrestato (partendo da indizi fragili) un omosessuale di Fraus, estraneo al fatto. Sconvolto, si suicida in carcere, non riuscendo a dimostrare la sua innocenza. Per rimediare agli abbagli degli inquirenti, il sindaco del paese decide di compiere indagini per proprio conto. Anche lui, come i suoi compaesani, ha un soprannome: Piombo. Il nomignolo gli deriva dal fatto di voler andare a fondo in tutte le questioni.
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Giulio Angioni - Sardonica -

Sardonica

EDES, 1984

La raccolta Sardonica è imperniata su storie di emigrati. Tuttavia spicca qualche racconto eccentrico, come Occhio di lince Butler, che costituisce l’occasione per ironizzare su un certo tipo di ricerca antropologica finalizzata alla mera erudizione. Infatti il protagonista della breve storia, il dr. Algernon S. Butler dell’Università di California, dopo una lunga permanenza in un paese della Sardegna, scopre con enorme soddisfazione (e sull’argomento scrive anche un saggio) che in quel centro si conservano a scopo propiziatorio i cordoni ombelicali dei neonati dentro vesciche di maiale. Usanza scomparsa in tutto il Mediterraneo e che in Europa trova riscontro solo in altri due luoghi.
Ma il racconto più riuscito è Il mestiere di Tore, dove si manifesta la predilezione di Angioni per una narrazione distesa e particolareggiata che prelude al romanzo. In esso vengono descritti la vita e il lavoro in una piccola fabbrica del nord e la condizione di disagio in cui si trova chi viene da una regione lontana come la Sardegna. Nella vicenda in questione c’è anche un risvolto lievemente comico: Tore è l’unico maschio in un’azienda dove il resto del personale è composto da ragazze.
Da qui scherzi e screzi di vario genere.

 
 

A fogu aintru/A fuoco dentro

EDES, 1978

Nella raccolta A fogu aintru i personaggi appartengono perlopiù al mondo del passato: sono portavoce di esperienze e ricordi che fanno luce su una piccola comunità agricola della Trexenta (Guasila, dove Giulio Angioni è nato nel 1939). Lo si avverte già dal primo racconto, Ricerca sul campo. In questo testo narrativo uno studente universitario raccoglie informazioni su una festa religiosa del passato, intervistando un vecchio moribondo, l’unico in grado di ricordare tutti i particolari.
Invece nel racconto L’ultimo carrettiere viene rievocata la vita di Affonziu Mereu, l’ultimo carrettiere professionista del paese. Anche con lui muore un pezzo di Sardegna del passato, quando i trasporti delle merci non avvenivano ancora per mezzo dei camion. C’è una componente epica e crepuscolare in questo personaggio che viaggiava con cavalli tutti non castrati e tutti di nome Baieddu. Ma non mancano nel libro di Angioni vicende che presentano ampi scorci del presente e documentano i profondi mutamenti avvenuti nell’isola.
 

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